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  • La Voce del Corpo
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Gesti

“…E’ indubitato che i siciliani godono dell’antica fama di essere un popolo molto espressivo…e di farsi capire più che con le parole attraverso i loro gesti…”

Sebbene quella di accompagnare i gesti alle parole può essere considerata una caratteristica tipica del popolo italiano in genere, la voce del corpo dei siciliani rappresenta sicuramente qualcosa di unico al mondo. C’è chi sostiene che ciò derivi dalle innumerevoli dominazioni e influenze che la Sicilia ha subìto nel corso dei secoli, c’è chi invece riconduce tutto alla innata teatralità della sua popolazione, al suo calore e al suo spirito di accoglienza. Rimane il fatto che, tutt’oggi, assistere a una conversazione tra siciliani, vuol dire il più delle volte osservare un susseguirsi di gesti di cui spesso è necessario conoscere il significato...

Il pollice della mano scorre sulla guancia, dall'alto verso il basso. Né un complimento, né un'offesa. O forse un po' dell'uno e un po' dell'altro. Come a dire “Tu sei uno di quelli...in gamba”

Il dorso della mano scivola sotto il viso, tra la gola e il mento. Quando a un siciliano una cosa non interessa, non c'è verso di fargli cambiare idea. Niente da fare!

Il pollice tocca il dito medio della stessa mano all'altezza dell'ultima falange. Unità di misura tutta gestuale. I siciliani amano l'abbondanza. Qui invece c'è poco, pochissimo, quasi nulla.

La mano, con il palmo rivolto verso il basso, va in mezzo ai denti che stringono leggermente. Frequentissimo tra le mamme e i papà che si rivolgono ai figli che hanno combinato qualche marachella: “Ah! Se ti prendo non sai cosa ti faccio”

Le dita della mano si uniscono e con tutto il braccio si portano vicino la bocca. Con questo gesto ci si rivolge a chi è solito credere a tutto. A chi “abbocca”, appunto, come un pesce.

I polpastrelli delle mani si toccano reciprocamente. Il viso accompagna il gesto con un'espressione rassegnata. Difficilmente un siciliano si impegna per modificare il corso degli eventi. Solitamente constata e prende atto: “la situazione è questa, che ci possiamo fare?”

Il pollice scorre sulla fronte, dal centro verso l'esterno. Due, anzi tre significati diversi. Primo: la calma è sacrosanta e la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, per carità. Ma qui, ci siamo arrivati giusto in tempo, “per un pelo”. Secondo: una faticaccia, ma che è andata a buon fine. Terzo: un bambino, per esempio, che la fa grossa, ma che scampa il pericolo di farsi scoprire. Nuovamente "per un pelo"!

“Occhio!” Il dito indice si appoggia sullo zigomo, tirando leggermente verso il basso, per mostrare meglio l'occhio. Se fosse un segnale stradale, sarebbe un triangolo che indica di prestare attenzione

Pugno chiuso, mignolo alzato verso l'alto. Poca carne, poca sostanza. Esile, esilissimo, lui. Magra, magrissima, lei.

Pollice e indice si appoggiano sulle labbra chiuse che poi schioccano un bacio. Qui si vuole elogiare la perfezione, ma con stile: proprio un bijoux!